Il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato la creazione di una moderna “armata di droni” nazionale, che sarà sviluppata con il sostegno dell’Ucraina. L’obiettivo, ha spiegato, è compiere un salto tecnologico per rafforzare la sicurezza di Polonia, Ucraina ed Europa di fronte alle minacce provenienti dal cielo.

“Il nostro obiettivo è superare un’intera fase tecnologica, affinché Ucraina, Polonia ed Europa siano al sicuro dalle minacce aeree”, ha dichiarato Tusk durante la conferenza “Road to URC – Security and Defense Dimension” a Rzeszów. “La Polonia deve avere una propria moderna armata di droni, così da poter non solo aiutare oggi l’Ucraina, ma anche dire con convinzione ai cittadini polacchi: siamo al sicuro”.

Tusk ha sottolineato che il progetto sarà sostenuto dagli ucraini e che la cooperazione tra i due Paesi non è a senso unico. Secondo il premier, Varsavia e Kyiv stanno costruendo una relazione che supera lo schema donatore-beneficiario, basata invece su partenariato e benefici reciproci.

“Abbiamo costruito un modello di relazione in cui anche l’Ucraina offre qualcosa di inestimabile: l’esperienza unica del campo di battaglia contemporaneo e tecnologie di difesa moderne”, ha affermato.

Questo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della cooperazione tra Polonia e Ucraina per la sicurezza europea e il sostegno a Kyiv di fronte all’aggressione russa. Il progetto mira non solo ad aumentare le capacità difensive polacche, ma anche ad accelerare lo sviluppo tecnologico dell’intero fianco orientale dell’Unione europea.

Un passo verso la ricostruzione dell’Ucraina

Durante l’incontro a Rzeszów, Tusk ha evidenziato che la conferenza – alla quale ha partecipato anche la premier ucraina Julija Svyrydenko – non rappresenta solo un evento diplomatico, ma un passaggio chiave in vista del vertice di giugno dedicato alla ricostruzione dell’Ucraina a Danzica.

Secondo il premier, la posta in gioco va oltre il sostegno immediato a Kyiv. La guerra ha trasformato la natura delle relazioni internazionali, rendendo la solidarietà qualcosa di concreto e operativo.

“Questa guerra mostra cosa significhi davvero solidarietà e cooperazione. Non si tratta più solo di disposizioni nei trattati, ma di azioni reali – finanziarie, organizzative e strategiche”, ha sottolineato.

Tusk ha espresso la convinzione che l’Ucraina difenderà la propria indipendenza, aprendo poi la strada a un ampio impegno internazionale per la ricostruzione del Paese. “Crediamo profondamente che questa guerra non porterà i risultati attesi dall’aggressore. L’Ucraina manterrà la propria integrità e allora sarà necessaria una grande azione comune di ricostruzione”, ha aggiunto.

Nel suo intervento, il premier ha inoltre rimarcato il legame tra sicurezza e ricostruzione: “Non ci sarà ricostruzione senza sicurezza. Solo un’Ucraina, una Polonia e un’Europa sicure saranno in grado di affrontare questa sfida”.

Rzeszów, città simbolo

Tusk ha infine ricordato il ruolo centrale di Rzeszów, divenuta fin dall’inizio dell’invasione russa un hub fondamentale per l’assistenza all’Ucraina.

“È un luogo simbolico, ma anche un luogo di lavoro concreto per la Polonia, l’Ucraina e l’Europa”, ha dichiarato il premier, sottolineando come la città si sia mobilitata spontaneamente per aiutare i profughi di guerra.

Il sostegno all’Ucraina, ha aggiunto, è stato un riflesso spontaneo della società: “Nessuno ha fatto calcoli o speculazioni. È stato un impulso di solidarietà e amicizia, spesso costruito nonostante esperienze difficili”.

Il premier ha infine ringraziato i cittadini e le autorità locali, evidenziando il ruolo delle competenze territoriali nello sviluppo economico. Rzeszów, ha osservato, sta attirando investitori internazionali, in particolare nei settori delle tecnologie avanzate, dell’industria aeronautica e dei trasporti.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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